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Il progetto

 

Nasce Art In Write Out, figlio legittimo di Step In Write Out, progetto ideato nel 2014 dal curatore indipendente Manuela Pacella.

 

Il progetto originario, inizialmente pensato come attività didattica tirocinante e aperto a tutti gli studenti del corso di Storia dell’Arte dell’Università 'La Sapienza' di Roma che hanno frequentato il corso di Storia dell’Arte Contemporanea del Prof. Claudio Zambianchi, rinasce oggi da un gruppo di cinque studenti decisi a continuare l’esperienza al di fuori di un contesto puramente accademico.

 

Art In Write Out, proprio come il suo progenitore, è primariamente un blog di recensioni di mostre d’arte contemporanea allestite presso gallerie romane ("PUBLICATIONS"). L’intento è quello di valorizzare il panorama artistico della Capitale attraverso la buona scrittura, nella forma di contributi critici che abbiano anche una valenza letteraria in quanto “pezzi unici” dotati di una loro intrinseca individualità stilistica. In "COMMENTS" sono ospitate brevi sinossi, commenti a caldo, istantanei, per mantenere un rapporto dinamico e costantemente aggiornato con le continue evoluzioni dei programmi espositivi. Nella sezione “EXTRAS” si potranno inoltre trovare contributi a vario titolo, relativi in particolare a eventi e manifestazioni, la cui costante tematica rimarrà l’arte contemporanea analizzata in tutte le sue forme, mutevoli o costanti, innovative o tradizionali.

 

In secondo luogo, il sito intende offrire un servizio pubblico e gratuito ai fruitori di mostre d’arte: appassionati, collezionisti, studenti, studiosi, turisti, visitatori, viaggiatori, girovaghi, galleristi, curatori, critici, professori, artisti, divulgatori culturali, editori, giornalisti, curiosi, che potranno contribuire con i loro interventi o semplicemente comunicare opinioni e idee scrivendo all'indirizzo mail artinwriteout@gmail.com.

 

 

Il metodo

 

Scrivere è quello che ci piace fare. Ed è quello che vogliamo fare.

La passione per l’arte contemporanea ci spinge a cercarla e a sforzarci di comprenderla, pur nelle sue complesse declinazioni, per apprezzarla e renderla comprensibile, comunicabile intersoggettivamente. Veicolare impressioni folgoranti, opinioni ragionate o giudizi estemporanei è per noi un obbiettivo, ma anche un bisogno intimo e impellente di condivisione. È un processo impegnativo e insieme liberatorio che ci spinge a valicare il confine tra riflessione e azione.

 

L’arte come contenuto. La scrittura come mezzo, strumento indispensabile per fissare concetti affioranti che altrimenti sfuggirebbero nello scorrere incessante del pensiero. Un pensiero che vuole essere critico, così come l’approccio, nell’accezione letterale del termine: un’attività di discernimento che porti a individuare e distinguere gli elementi significativi di un  fenomeno nella loro pregnanza formale e semantica oltre che nel loro manifestarsi in determinati contesti culturali e sociali, psicologici e antropologici.

 

Per questo crediamo sia assolutamente necessario difendere e valorizzare le diversità stilistiche e le singole attitudini interpretative per non ingabbiare in stereotipi, generi o “toni” quella libertà espressiva che dovrebbe essere il fondamento di ogni brano, scritto o composizione. Narrativi o descrittivi, cronachistici o romanzati, immersivi o contemplativi, i testi mirano quindi a configurarsi come elaborati marcatamente personali che stimolino nel lettore e generino nell’osservatore sempre nuove attitudini mentali.

 

 

La Redazione

 

First Writers:

 

Martina Cardoni

Giulia Di Fazio

Sara Fiorelli

Edoardo Maggi

 

Contributing Writers:

 

Francesca Ragone

Noemi Longo

Giulia Pollicita

Irene Quarantini

Barbara Tiberi

Marta Zandri

 

Martina Cardoni

Le mancano quasi quattro anni per arrivare ai trenta. E' mancina e sbadata, ma con i piedi ben saldi a terra. Ha capito già da molti anni che è nell'arte la risposta alle sue tante domande, esistenziali e pratiche. Ama gli anni Sessanta e se avesse una macchina del tempo andrebbe a fargli visita molto volentieri. Vede le parole come veicolo emozionale ed è per questo che ha deciso di far parte del progetto Art In Write Out.

Giulia Di Fazio

Osservo, e a lungo. Capto e immagazzino. Finché arriva quel momento in cui la sensazione si fa mia. Mi innamoro. E decido di fotografarla per portarla con me. Ecco perché quando scrivo c'è sempre qualcosa di sottilmente autobiografico.

Sara Fiorelli

Prima ancora di saper leggere cresce con le poesie di Gianni Rodari. Mentre la madre le recitava lei le mandava a memoria per poterle riascoltare ogni giorno. Da quando impara a decifrare il linguaggio alfabetico fa incetta di poesie e vorrebbe poterle ricordare tutte. Scrive da sempre, pur avendo una calligrafia indecifrabile, così, a sette anni, ruba dall'armadio del nonno una Lettera 22 ed inizia a scrivere su una tastiera. Da quando una grande donna, la cui generosità le offre la possibilità di innamorarsi dell'arte, le disse: «Quello che non sai, cercalo nei libri!» (Jolena Baldini), inizia a costruire la sua piccola biblioteca. Qualche anno fa, nell'incipit di un romanzo di Virgina ha trovato il suo ritratto.

 

Sullo sfondo: Gianluca Cavallo, Luminosa natura morta con ragazza al computer

Edoardo Maggi

Certo mi perdonerete se non sarò esaustivo. Ma dovrei rivelarvi troppo di me per mostrare anche solo uno spigolo di quel solido dalla forma assurda che sarei io. Potrei dirvi che vorrei vivere di poesia, ma suonerebbe un po’ stucchevole, o che mi piace cogliere le sfumature del mondo come in un’istantanea dalle infinite gradazioni di grigio. Vi direi che sotto il sole d’autunno farei la fotosintesi. E che leggere fa bene. Proprio come scrivere. Quindi una cosa ve la dico: Art In Write Out è per me molto più di un titolo.

E magari vi dico buongiorno, anche se ormai è sera.

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